Sono Enzo Minarelli, poeta, performer e studioso della voce. Dai primi anni Settanta il mio lavoro parte dalla parola scritta e la porta altrove: verso l’oralità, la visualità, la performance, il video e la televisione.

Sono il teorico della Polipoesia, di cui ho pubblicato il Manifesto a Valencia nel 1987: una poesia che vive fuori dal libro, in cui il suono, la voce, il corpo e le tecnologie diventano il poema stesso. Da allora l’ho portata in scena in Italia e all’estero, in recital, installazioni e videopoemi.

Accanto alla ricerca sonora ho sempre coltivato la poesia lineare e visiva, con mostre personali e opere presenti in collezioni di musei, biblioteche e archivi. Ho pubblicato dischi, CD e DVD; con l’etichetta 3ViTre Records ho realizzato circa venti titoli tra 45 e 33 giri, e ho fondato l’Archivio di Polipoesia 3ViTre, che raccoglie materiali verbo-voco-visivi ed è oggi consultabile presso il Lincoln Center di New York e l’Università di Bologna.

Sono anche autore di saggi e volumi sulla vocalità e sulla poesia, tra cui Vocalità & Poesia (1995) e La voce della poesia (2008), e traduttore.

Qui trovi le mie opere, i video, gli scritti e le date dei prossimi eventi. Se vuoi ascoltare la poesia oltre a leggerla, sei nel posto giusto.

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Enzo Minarelli

Poeta e performer, tra i maggiori esponenti della poesia sonora. Ideatore della polipoesia: voce, ritmo ed elettronica in azione.

POESIA LINEARE

Scrive Renato Barilli, “La qualifica che più compete a Enzo Minarelli è quella di poeta, magari risalendo nell’occasione al significato etimologico della parola, per cui si tratterebbe di un «fabbricatore» col materiale più nobile a disposizione dell’uomo qual è la parola, nei suoi due volti, sonoro e grafico.” Renato Barilli dalla prefazione al CD Coralmente me stesso.

Sperimentare lavorando sul corpo della parola, cercando di rivitalizzarla senza distruggerla.

I primi libri di poesia appaiono nel 1978, Il Poeta Reticenza, Ferrara e Obscuritas Obscenitas, Mulino di Bazzano, Edizioni Geiger, nel 1979. Una sezione di quest’ultimo libro è inserita da Renato Barilli in Viaggio al termine della parola, la Ricerca Intraverbale, Milano, Feltrinelli, 1981. I più recenti sono Distici Distanti, poesie 2014-18, Firenze, Edizioni Le Lettere e Monostici, poesie 2019-22, New York, Ag Classics, Archae Editions, 2023, che completano il percorso poetico iniziato indagando la terzina.

“Se si accetta – scrive lo stesso autore – che la poesia autentica è un cammino, ciascun tratto monostico rappresenta un punto di partenza per intraprenderne la lettura, di fatto il viaggio può iniziare da qualsiasi parte perché ognuno fa storia a sé.”

Da segnalare le pubblicazioni su Arno Holz per la prima volta tradotto in italiano e un’antologia di poeti nicaraguesi.

Sul versante della narrativa dopo Polipoesia Mon Amour (2005) che tratta attraverso vicende romanzate della polipoesia brasiliana, il romanzo di formazione Lemme vince il Vento, 2019 e Il Copione al Bacio, storia strampalata di un attore giramondo.

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Sequenze mimiche molto espressive della faccia di Enzo Minarelli in Polipoesia 4 al Teatro La Bonbonnière di Maastricht in occasione del festival internazionale di Polipoetry. Anche il volto pretende coerenza con il poema sonoro svolto. Il testo fa parte di una lunga intervista che Tom Winter ha fatto a Enzo Minarelli e pubblicato in un catalogo relativo a tutte le azioni ed eventi del festival. Il suddetto catalogo a tiratura limitata è esaurito da tempo, è consultabile presso l'Archivio 3ViTre di Polipoesia.
Enzo Minarelli in un "Omaggio a Jorge Eduardo Eielson" alla casa Wiese di Lima. Il poema utilizza la stessa struttura del poema "Colores" di Eielson, al posto dei colori Minarelli ha messo il nome Jorge, il nome Eduardo e il cognome Eielson. In scena con una mano mostra al pubblico lo schema di esecuzione con l'altra imposta visivamente il ritmo e l'intonazione del poema stesso.

POESIA SONORA

Abbandonare la parola scritta per entrare nel mondo dell’oralità e della vocalità.

Dagli anni Ottanta frequenta studi di musica elettronica producendo poesia sonora: Poems in Word, Radio Beograd, 1983, Diario Come, Rai Radio Uno, Roma, 1982 e Autopoema Autoradio y Autodestrucción, radio-poema polipoético para todas las ciudades invisibles, per Italo Calvino, con la musica di Ares Tavolazzi del gruppo rock Area, Radio Nacional Dos, Madrid, 1992. Nel 1993 gli viene commissionata una lettura dall’Inferno di Dante, Bayerischer Rundfunk Hörspiel, Monaco di Baviera, 1993 poi in Andreas Ammer-FM Einheit, Radio Inferno, CD.

Con Enrico Serotti realizza il vinile La Stanza sul Fiume (2023).

Nel 2009 il Lincoln Center di New York inaugura un’esposizione di suoi vinili di poesia sonora prodotti negli Ottanta con la sigla 3ViTre Edizioni di Polipoesia, acquisendone tutti i titoli del catalogo come già aveva fatto anni prima la British Library di Londra. Per l’occasione viene organizzata An evening of Polypoetry presso l’Auditorium di New York Bruno Walter.

Sin dalla metà dei Settanta organizza un Archivio dove conserva materiali originali di poesia visiva, sonora, videopoesia e Polipoesia, carteggi e volumi, vinili, audio e videocassette. Parte di questa collezione è consultabile in permanenza sotto la dicitura La Voce Regina nella Biblioteca Sala Borsa, Bologna, in vari Dipartimenti dell’Università di Bologna e al Rodgers&Hammerstein Archives of Recorded Sound, New York. Nel 2013 Performance capolavoro – Inediti dall’Archivio 3ViTre di Polipoesia, vengono esibiti nel Museo della Musica, Bologna, 2012 e riproposti nel 2024 al DAMSLab dell’Università di Bologna nell’ambito di Art City insieme ad un raro filmato Poesia Sonora proveniente da Rai Teche.

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POLIPOESIA

Dick Higgins scrive, “Ciò che è inusitato nel suo stile è che enfatizza l’elemento fatico, termine usato dai linguisti per le espressioni diverse dovute al tono della voce e al linguaggio del corpo. Le sue variazioni trascendono le energie meramente ripetitive e ne liberano di espressive, il che evoca un intero mondo di persone all’interno del suo lavoro, come se fossero abitanti del poema. Si tratta di un nuovo genere di teatro.” Dal saggio nel catalogo Poema 1977-87.

Il suo contributo alle arti elettroniche è rappresentato dal Manifesto della Polipoesia (1987, Tramesa d’Art, Valencia) che teorizza la pratica della poesia sonora in forma di performance collegandola con tutti gli aspetti dello spettacolo dal vivo. Organizza Festival di Polipoesia a Barcellona in collaborazione con il Centre di Cultura Contemporánia (CCCB), il Reykjavik Art Museum, il VEC Archive di Maastricht e il DAMS di Bologna diretto da Umberto Eco.

Come performer di poesia sonora viene invitato nel Padiglione Italia della 48ª Biennale di Venezia, 1999, nell’ambito del progetto Oreste ad eseguire Poema [AAVV Oreste At The 48th Venice Biennale, catalogo della mostra al Padiglione Italia, Milano, Edizioni Charta, 1999].

È ospite nella puntata Lo Schermo del programma di Rai Educational L’Ombelico del Mondo a cura di Nanni Balestrini e Paolo Fabbri, 2000. Partecipa al Nipaf ’99 di Tokyo con la performance Polipoesia 7, mentre Polipoesia 4, con video-immagini di Giacomo Verde è presentato al Festival della Poesia Italiana a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, nell’aprile del 2001. Nel 2002 durante Natura e Culture nelle Americhe, interpreta Canto Cósmico di Ernesto Cardenal, Auditorium dell’Università di Venezia, Cà Foscari.

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Enzo Minarelli in performance Polipoesia 10 con videoimmagini ed interventi vocali ed orali dal vivo. Esempio perfetto della sua Polipoesia, qui sta eseguendo Il sapere scopo di vita, Knowledge as purpose of life, El saber como finalidad del vivir.
Ecco il monogramma di Enzo Minarelli, le sue iniziali che vengono evidenziate dentro la parola chiave POemA. In genere lo completa la duplice freccia che unisce le iniziali del suo nome e cognome all'em centrale di POemA.

POESIA VISUALE

Parte centrale della sua ricerca verbo visiva riguarda le Fonografie, realizzate negli anni Ottanta su carta Fabriano, 70×90, sfruttando varie tecniche di scrittura. Si tratta di tavole visuali che, partendo dagli antifonari medioevali, sviluppano il suono nel suo aspetto scritto al di là del pentagramma; un vero omaggio alla sonorità visuale da parte di un artista che ha fatto della ricerca sonora uno dei perni della sua ricerca polipoetica.

“Le Fonografie – scrive G. Serafini che le presentava nel catalogo Poema 1977-87 – sono l’ennesimo atto rabdomantico di Minarelli negli interstizi dei sensi. Si trattava di visualizzare, una data energia sonora fuori delle modalità della scrittura musicale; riversare cioè in immagine l’impulso sonoro trasmesso dalla parola, e, viceversa, scomporre e ricostruire, la struttura di questa in varianti foniche analogiche.”

Lo stesso Minarelli, in un catalogo edito per una sua personale dal titolo Fonografie, tenuta alla Galleria Il Brandale [Savona, 16 febbraio-1 marzo 1985] così scriveva: “Le Fonografie fissano sulla tela la traccia esatta del suono. Il baricentro dello schema è il pentagramma che convalida le diverse dimensioni del cerchio come simbolo di tono e ritmo. L’idea nasce dall’incrocio tra lo spartito musicale (penso alle decorazioni degli spartiti medioevali, alle innovazioni intraprese da Cangiullo in Poesia pentagrammata) e il drill psicolinguistico, per produrre una sintetica fusione di segno e suono, accoppiamento di polipoetiche funzioni.”

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VIDEOPOESIA

La sua prima videopoesia, Poematico, viene programmata allo Studio Morra, Napoli e al Festival Poliphonix 4, Centro Pompidou, Parigi, nel 1982. Nella videopoesia la parola poetica, sonora, si relaziona all’immagine in movimento, dando origine a un nuovo binomio.

I video Chorus, Wow Flutter Stop, prodotti dal Centro Video Arte di Ferrara-Palazzo dei Diamanti, sono selezionati per il VideoArt, Locarno, 1984, il Macro Micro Video, New York University, 1985 e proiettati sia all’Accademia di Belle Arti di Bologna che all’Universidad Nacional de Colombia, Medellin nel 2001.

La Televisión Nacional Española, TVE 1, Madrid, mette in onda il 7 aprile 1986, le sue videopoesie e il 9 aprile 1992 nel programma Metrópolis, Videopoema (1987) e Video Regina (1991) mentre la videoinstallazione Volto Pagina che sviluppa il rapporto verbo-visivo è presentata ad Arte Fiera, Bologna ed alla XV Biennale Internazionale di Poesia, Palazzo dei Congressi, Liegi, 1986.

Il videopoema Con Sonanti è presente in La Coscienza Luccicante, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1998, mentre la videoinstallazione di poesia sonora Il cielo e la terra raccontano che i quattro punti cardinali sono tre: il nordsud e il sudnord, viene montata durante Arte & Comunicazione ‘99, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1999.

La videoinstallazione estende nello spazio la poesia sonora.

Sia la Fundación Telefónica di Lima (2010), la Cineteca di Bologna (2012) che l’Università di Firenze (2014) ospitano sue videopersonali.

Presso il MAMbo di Bologna nel 2024 riespone la videoinstallazione La Bandiera, nel corso della mostra Una ricerca polivalente, Esperienze dal Centro Video Arte di Ferrara a cura di C.Vorrasi e U. P. Zanetti.

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Enzo Minarelli Volto Pagina, videoinstallazione di poesia sonora, la foto è di Marco Caselli Nirmal, il volto ingrandito dell'autore, con tre programmi televisivi. Enzo Minarelli "Volto Pagina" videoinstallazione sfrutta l'aperto-chiuso della o di volto, inteso come viso e come atto del voltare pagina, infatti nell'ambientazione, prodotta dal Centro Video Arte di Ferrara, c'era una congegno che rendeva efficacemente il gesto del voltare con l'immagine dell'autore ingrandita che si staccava da quella fissa a parete per poi tornare a combaciare con la stessa. I televisori dei due occhi proponevano due video poesie baste su poemi sonori di Minarelli, "Miss Mix" e "Labirinto" mentre il tv in corrispondenza della bocca mostrava la stessa videoistallazione in tempo reale. Venne esposta in varie occasioni tra cui Arte Fiera di Bologna.
Enzo Minarelli, Lo scrivano scrittura, Sala Polivalente, Ferrara, una performance che coniuga la scrittura alla macchina da scrivere ingrandita su schermo televisivo ed interventi fonetici sulla scrittura stessa. La foto è di Marco Caselli Nirmal.

SCRITTI

Scrive Paul Zumthor, “dal linguaggio articolato, risalire a quell’energia che la sottende, intraprendere uno sforzo veramente vitale per captare ciò che c’è nell’opera durante la genesi delle parole e delle frasi: un qualcosa d’indefinibile, udibile pertanto tangibile, penetrante, perfettamente concreto. Tale è la Polipoesia di Enzo Minarelli, rivendicazione di totalità, dentro la libertà ontologica dei suoni; tenace volontà di suscitare un altro linguaggio.” Dalla prefazione a The Sound Side of Poetry.

Filiberto Menna scrive, “La sua è un’estetica, o meglio, una poetica trascendentale che si interroga preliminarmente sulle condizioni di possibilità della poesia a partire dai segni che incontriamo nella nostra vita quotidiana, quelli che sono già inseriti nelle sequenze ordinate degli alfabeti e legati gli uni agli altri dalle regole codificate di grammatiche e sintassi. Ma la sua ambizione poetica è di compiere una sorta di epoché fenomenologica di tutto ciò che appare come già dato e acquisito e di recuperare, così, una parola non ancora pronunziata, un segno non ancora definito.” Dal saggio nel catalogo Poema 1977-87.

Vittorio Fagone scrive a proposito del suo videopoema Chorus, “Soggettività di espressioni emozionate e simboliche, condensazioni di figure valgono tutte insieme a stabilire un flusso di immagini modulate come parole dentro uno schema di un’unica composizione. Prova di rigorosa concezione sperimentale, si distacca coraggiosamente dai modi più famosi della poesia elettronica e dialoga semmai, con l’esperienza storica di quella scrittura d’immagine che è definita poesia concreta.” Saggio apparso in VideoMagazine n.45, Milano, aprile 1985.

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L’Archivio 3ViTre di Polipoesia, fondato da Enzo Minarelli nel 1983 si occupa della raccolta sistematica di tutto quanto prodotto nel campo della sperimentazione poetica sia a livello visivo che orale (poesia sonora, poesia visuale) performance di poesia e videopoesia.