Fonografías-Phonographies 1986-87
a cura di Carlotta Cernigliaro
Villa Cernigliaro 28 settembre-2 novembre 2025 Sordevolo (Biella)
vernissage ore 16.30
reading sonoro di Enzo Minarelli da Il Copione al bacio, Udine, 2023.

Diciassette storiche Fonografías-Phonographies realizzate negli Anni Ottanta su carta Fabriano, nel formato 70x100 cm, in varie tecniche di scrittura. Si tratta di tavole visuali che partendo dagli antifonari medioevali, sviluppano il suono nel suo aspetto scritto al di là del pentagramma; un vero omaggio alla sonorità visuale da parte di un artista che ha fatto della ricerca sonora uno dei perni della sua ricerca polipoetica.
“Le Fonografie-Phonographies - per riprendere le parole di Giuliano Serafini che le presentava nel catalogo Poema 1977-87 - sono l’ennesimo atto rabdomantico di Minarelli
negli interstizi dei sensi.
Si trattava di visualizzare, dietro uno spunto che chiama in causa le sperimentazioni
di Cangiullo, una data energia sonora fuori delle modalità della scrittura musicale; riversare cioè in immagine l’impulso sonoro trasmesso dalla parola, e, viceversa, scomporre e ricostruire, la struttura di questa in varianti foniche analogiche”.
Lo stesso Minarelli, in un catalogo edito per una sua personale dal titolo Fonografie,tenuta alla Galleria Il Brandale, Savona 16 febbraio
- 1° marzo 1985, così scriveva:
“Le Fonografie-Phonographies fissano sulla tela la traccia esatta del suono. Il baricentro dello schema è il pentagramma che convalida le diverse dimensioni del cerchio come simbolo di tono e ritmo. L’idea nasce dall’incrocio tra lo spartito musicale (penso alle decorazioni degli spartiti medioevali, alle innovazioni intraprese da Cangiullo in Poesia pentagrammata) e il drill psicolinguistico, per produrre una sintetica fusione di segno e suono, accoppiamento di polipoetiche funzioni”.
Carlotta Cernigliaro
settembre 2025
Seventeen historical Fonografías-Phonographies created in the 1980s on 70x100 cm Fabriano paper, using various writing techniques. These are visual works that, starting from medieval antiphonaries, develop sound in its written form beyond the musical staff. It is a true tribute to visual sonority by an artist who has made sonic research one of the cornerstones of his polypoetic work.
"The Phonographies" to quote Giuliano Serafini, who presented them in the catalogue Poema 1977-87, "are yet another divinatory act by Minarelli in the interstices of the senses. It was about visualizing, based on a suggestion that evokes Cangiullo’s experiments, a certain sound energy outside the modalities of musical writing; that is, to transfer the sonic impulse transmitted by the word into an image, and, conversely, to deconstruct and reconstruct its structure into analogous phonic variants."
Minarelli himself, in a catalogue for his solo exhibition titled Fonografie, held at the Il Brandale Gallery in Savona from February 16 to March 1, 1985, wrote the following:
"The Phonographies fix the exact trace of sound on the canvas. The core of the scheme is the musical staff, which validates the different dimensions of the circle as a symbol of tone and rhythm. The idea stems from the intersection of the musical score (I am thinking of the decorations of medieval scores, and the innovations undertaken by Cangiullo in Poesia pentagrammata) and psycholinguistic drills, to produce a synthetic fusion of sign and sound, a pairing of polypoetic functions."
Carlotta Cernigliaro
September 2025

Le sperimentazioni di Minarelli – scrive Stefano Magni nel catalogo - si spingono oltre la pagina scritta, interagendo con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Il suo Manifesto della Polipoesia (1987) teorizza un’esperienza poetica multimediale e sinestetica, ma nelle Fonografie la ricerca si concentra sulla dimensione visiva del suono, sulla possibilità di una scrittura che suggerisca il timbro e la cadenza del parlato senza necessità di riprodurlo meccanicamente.
La forza delle Fonografie risiede nella loro capacità di tradurre in immagine la dimensione effimera del suono, fissandolo sulla carta senza perderne la dinamicità.
Ogni tavola è un’intersezione tra segno e voce, una riscrittura poetica del suono che sfida le convenzioni della lettura. In questo senso, il lavoro di Minarelli si inserisce in una tradizione di sperimentazione che, dal futurismo alle post-avanguardie ha cercato di ridefinire i confini della poesia, aprendo nuovi orizzonti espressivi.
In un’epoca in cui la parola è sempre più smaterializzata e digitalizzata, il lavoro di Minarelli riafferma il valore del gesto manuale e della fisicità della scrittura.
Il suo omaggio alla sonorità visuale è più che mai un atto di resistenza poetica, un invito a riscoprire la potenza del linguaggio nella sua forma più essenziale e vibrante.
Minarelli’s experiments - Stefano Magni writes in the catalogue - extend beyond the written page, interacting with the possibilities offered by new technologies. His Manifesto della Polipoesia (Manifesto of Polypoetry) (1987) theorizes a multimedia and synaesthetic poetic experience, but in the Phonographies, his research focuses on the visual dimension of sound on the possibility of a writing that suggests the timbre and cadence of speech without the need for mechanical reproduction.
The strength of the Phonographies lies in their ability to translate the ephemeral dimension of sound into an image, fixing it on paper without losing its dynamism.
Each work is an intersection between sign and voice, a poetic rewriting of sound that
challenges the conventions of reading.
In this sense, Minarelli’s work is part of a tradition of experimentation that, from
Futurism to the post-avant-garde, has sought to redefine the boundaries of poetry, opening up new expressive horizons.
In an era where the word is increasingly dematerialized and digitized, Minarelli’s work
reasserts the value of the manual gesture and the physicality of writing. His tribute to visual sonority is more than ever an act of poetic resistance, an invitation to rediscover the power of language in its most essential and vibrant form.

Catalogo trilingue in galleria
edito da Zero Gravità 2025
